L’inizio dell’anno scolastico: nuove emozioni, nuove paure.

Dott.ssa Alessia Micoli

Psicologa

L’inizio della scuola rappresenta un momento di cambiamento importante ma allo stesso tempo anche stressante sia per figli che genitori, in quanto entrambi devono adattarsi ad una nuova dimensione, del tempo, di spazi, di persone nuove ed anche di atteggiamenti nuovi in famiglia.

Spesso si tratta di inserimento al nido, inizio delle elementari, delle scuole medie e quindi il passaggio da un ciclo ad un altro o semplicemente l’inizio di un nuovo anno scolastico.

Poiché è un momento molto carico di emozioni e di tensioni è fondamentale che i genitori lavorino insieme ai figli per gestire al meglio le emozioni, che sono eccitati di conoscere o incontrare i nuovi compagni e al tempo stesso tesi poiché si affacciano a nuove regole.

L’ inizio dell’anno scolastico presume il distacco dalla vicinanza affettiva delle figure di riferimento, di libertà e gioco, il minore inizia a vivere ore lontano da casa e per i più piccoli può essere uno scoglio difficile da superare.

Spesso in questo periodo è possibile che i figli possano essere agitati, nervosi, che rispondano male senza motivo e che, quindi, mettano in atto degli agiti difficili da poter comprendere, si tratta di disturbi d’ansia dell’età evolutiva ed adolescenza che affiorano molto spesso all’inizio dell’anno scolastico: tra i 5ìcinque ed i sette anni, all’inizio della scuola primaria, tra i dieci ed undici anni con l’ingresso alla scuola media e tra i tredici e quattordici anni con l’entrata alla scuola superiore.

Il minore può manifestare tensione, mal di testa, mal di stomaco, non riuscire a dormire la notte, vomito, febbre, basa autostima.

A volte ci si trova a dover combattere con l’ansia scolastica ovvero quello stato che scaturisce dal normale aspirazione di poter essere amati e ammirati e dalla paura di poter essere rifiutati e ridicolizzati dai compagni. Questa situazione psicologica comprende la paura dell’insuccesso, del giudizio negativo degli altri ed il timore di non essere capaci di riuscire a superare la prova che si deve affrontare, che sia un’interrogazione o una semplice chiacchierata di gruppo con i compagni.

In questo periodo evolutivo è importante che i genitori riescano a trasmettere non una ulteriore ansia (evitando anche che si venga a creare il “circolo vizioso dell’ansia” che triangola entrambe le figure coinvolte) ma uno stato di tranquillità ai figli, cercando di far riacquisire in modo graduale quelle abitudini connesse all’ anno scolastico ovvero: orari relativi al sonno (L’American Academy of Sleep Medicine raccomanda ai ragazzi di età compresa tra i dieci e i diciotto anni di dormire da otto a dieci ore ogni notte), spazi dove studiare, indumenti e zaino da preparare il giorno prima.

I genitori devono riuscire a far capire che è un momento evolutivo e di crescita molto importante, qualsiasi sia la fascia evolutiva in cui si trovano i figli.

Il compito della famiglia è anche quello di supportarli nel capire ed adottare la corretta modalità di comunicazione con gli adulti con cui avranno a che fare durante il percorso scolastico (presidi, professori, ecc).

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